mercoledì 20 aprile 2011

SEMPRE PIU' UN MIRAGGIO

Rinnovare l'abbonamento per vedere alla televisione la prossima Champions League. E' questo quello che hanno fatto i giocatori e i dirigenti bianconeri dopo la trasferta di Firenze. Si sapeva che l'impegno contro la Fiorentina sarebbe stato molto complicato, ma ci si aspettava uno spirito totalmente diverso, un piglio da grande squadra che prova a dettare il proprio gioco e non solamente a chiudersi per ripartire in contropiede. Ci ricordiamo delle battaglie giocate al Franchi, partite tirate fino al novantesimo minuto, in cui entrambe le squadre provavano a vincere. E spesso a farlo è stata la Juventus, ma quella di oggi non riesce a fare il salto che la renderebbe una grande squadra rimanendo così un'incompiuta. I bianconeri avevano l'occasione per superare la Roma e continuare a credere nel sogno Champions che ora è diventata una chimera. La Fiorentina ha fatto la partita, ha dettato il ritmo del gioco, è stata fermata solamente da una grande coppia difensiva Barzagli-Bonucci, ma si è dimostrata molto più aggressiva. Si sapeva che si sarebbe incontrato un avversario col coltello tra i denti, ma i bianconeri, il coltello, lo avevano dimenticato in cucina dopo aver tagliato una bella fetta di carne. Di chi sono le colpe? Se una squadra non riesce a cogliere le occasioni significa che qualcosa manca anche tra i giocatori, soprattutto a livello di leadership, ma suggeriamo di iniziare dal manico. Serve un allenatore carismatico, perché il settimo posto a Torino resta sempre e solamente un fallimento.

venerdì 8 aprile 2011

POTERI FORTI

Adriano Galliani. Nell'udienza di ieri, Gianfelice Facchetti ha fatto il nome dell'amministratore delegato del Milan. Tra gli appunti di suo padre, Giacinto, si legge infatti dell'esistenza di un doppio sistema, quello  che sarebbe stato organizzato da Luciano Moggi e dagli altri imputati e un altro che avrebbe fatto riferimento a Galliani. Stesso teorema accusatorio che Francesco Saverio Borrelli, nominato nella calda estate 2006 capo dell'Ufficio Indagine della Figc, aveva avanzato al termine delle sue investigazioni. Perché i pubblici ministeri di Napoli hanno indagato solamente in una direzione tralasciano la pista investigativa che portava al Milan? Perché sono ancora in attività guardalinee che intrattennero rapporti con Meani? Perché non se ne parla mai? Forse perché il potere mediatico è davvero forte, come ha sempre dettto Luciano Moggi.

ASSOLTI O CONDANNATI?

Ma Luciano e Alessandro Moggi sono stati condannati, assolti o cos'altro? A leggere i titoli dei principali quotidiani viene un po' di mal di testa e la confusione regna sovrana. Come abbiamo detto ieri, così come nel processo di primo grado, anche la Corte d'Appello ha sentenziato che il calcio italiano non è stato governato da un'associazione a delinquere che controllava il mercato. Luciano e Alessandro Moggi sono stati condannati per il reato di violenza privata (Luciano) e di tentata violenza privata (Alessandro) con una pena ridotta perché nel frattempo l'episodio Moggi-Amoruso è caduto in prescrizione. Basta leggere le richieste dei pm che aveva chiesto per Moggi senior 4 anni e 8 mesi, per Moggi jr 4 anni e, richiedendo pene anche per i tre imputati già assolti in primo grado (Davide Lippi, Francesco Zavaglia e Francesco Ceravolo), riproponendo la tesi di associazione a delinquere, smentita dalla Corte, e le condanne, un anno per Luciano Moggi, 5 mesi per Alessandro, per comprendere la realtà dei fatti. Insomma, i giornali ci vedano quello che vogliono vedere. Prendere parte della realtà e fare il titolone solo su un determinato aspetto serve solamente a mistificare, in parte, la verità.

BENVENUTI A FARSOPOLI

"Non c’è nulla da ridere, qui c’è gente che è imputata per niente". La frase di Prioreschi, in risposta a un atteggiamento di Nucini, sentiamo di farla nostra. Com'è stato possibile tutto ciò? Il processo di Napoli ieri ha vissuto una giornata importante con le deposizioni dell'ex arbitro Nucini, di Gianfelice Facchetti e di Maurizio Zamparini dimostrando che è un dibattimento costruito sulle chiacchiere, sulle sensazioni e sulle opinioni comuni. Questa è Farsopoli e dopo martedì lo si è capito ancora di più. Ormai le certezze granitiche degli accusatori iniziano a sciogliersi come neve al sole. Solamente che di bianco, simbolo di purezza, in questa storia non c'è proprio nulla, anzi è tutto inquinato. Nucini diventerà l'emblema di questo processo. Presentato come il Cavallo di Troia, ha messo in mostra la sua arroganza nei confronti del giudice Casoria e degli avvocati difensori. Tante, tantissime le contraddizioni in cui l''ex arbitro è caduto come fa notare anche La Gazzetta dello Sport. La sensazione di essere stati presi in giro si fa sempre più più forte così come il senso di nausea. Le scuse in questo caso non basteranno, non sarà sufficiente un "scusate, abbiamo sbagliato". In questi anni è stato permesso di scrivere un'altra storia cancellandone una. Qualcuno dovrà risponderne.

NOSTALGIA CANAGLIA

Ci sono serate che nascono speciali e come tali finiscono. Vedere Zinedine Zidane che serve una palla al bacio per Pavel Nedved è stata un'emozione forte. Zizou, Pavel, Edgar, Paolo, Moreno, Alessio, Mark, Gianluca e Fabrizio. Allenati da Marcello. La Juventus della Triade che ha vinto in Italia e in Europa era formata da uomini veri e grandissimi giocatori. Inutile fare paragoni con chi indossa ora la maglia bianconera. Mancano giocatori di caratura, servono come il pane per far ritornare la Juventus protagonista in Italia. Teniamoci le emozioni di questa serata magnifica, ma ricordiamoci lo scopo della manifestazione. Combattere la Sla, una malattia tremenda. I 223 mila euro che sono stati raccolti valgono di più di una magia di Zizou o di una falcata di Pavel. Per questo, mandare un sms al 45505 è un gesto semplice, ma stupendo.

Exor, che liquidità in cassa!

Nella giornata di lunedì si è svolto il consiglio d'amministrazione di Exor, la cassaforte di famiglia Agnelli e proprietaria della Juventus. L'assemblea presieduta da John Elkann ha approvato il bilancio del 2010 che vede la società d'investimenti tornare in utile: il risultato consolidato è di 136.7 milioni di euro a fronte della perdita di 388,9 milioni nel 2009 con un incremento di 525.6 milioni. In crescito anche il Net (valore netto degli attivi) che ha raggiunto gli 8,3 milardi di euro. Numeri in crescita che certificano l'ottimo stato di salute che sta vivendo la società proprietaria della Juventus. Scenario reso ancora più postivo dalle prospettive per il 2011 che sono infatti ancora più rosee. Aumentano, quindi, le richiesta da parte dei sostenitori bianconeri di un investimento per rilanciare le ambizioni della Juventus: la cassa non langue, la speranza dei tifosi è che si scelga di immettere liquidità nella Juventus e non solo nel cricket o nel mondo dell'editoria.  Ne sapremo sicuramente di più il prossimo 28 aprile quando si terrà l'assemblea degli azionisti Exor. 

domenica 6 marzo 2011

NO ALLA RASSEGNAZIONE, SI' ALLA DIGNITA'

Per fortuna che ha vinto l'Udinese. In attesa del posticipo di questa sera Lazio - Palermo, il quarto posto che significa Champions è distante nove punti. Ora, non dovremmo sentire più nessuno che in casa Juventus pensi ancora al minimo obiettivo stagionale ormai chimerico. Raggiunti quasi dal Cagliari, e meno male che a gennaio Marotta ha prelevato dalla Sardegna Matri altrimenti i rossoblù sarebbero davanti, qualcuno dovrebbe spiegare a Delneri che una stagione del genere va bene alla Samdpdoria, all'Atalanta, non alla Juventus. Purtroppo, questa squadra della Juventus ha solo il nome e il colore delle maglie. La stagione però non è ancora finita, sarebbe sbagliato andare in vacanza e pensare a quello che verrà, Va scacciata l'abitudine a perdere, la rassegnazione che si è impossessata di tutti. Ci piacerebbe vedere un briciolo di ribellione, un allenatore che non vada ad accampare scuse (infortuni, episodi o quant'altro) ma che si arrabbi anche pubblicamente, che si prenda le proprie responsabilità. Questi ultimi due mesi saranno tristi, ma che siano almeno dignitosi. Purtroppo, non si può staccare la spina.